LE MEMORIE DEL GIOCO



“Quando tre mesi fa sono stata contattata dai promotori di ‘Muri a perdere’ – racconta l’artista – il progetto ha colto subito il mio interesse per il suo valore sociale, oltre che poetico e umano: il muro non fine a se stesso, che serve per abbellire una realtà pubblica, ma un simbolo inserito in un contesto destinato a crollare. In questo senso l’opera rivela un significato ulteriore, diverso, più transitorio ma pensato per lanciare un messaggio importante, anche su una ricostruzione che restituisca fiducia. La parete su cui abbiamo lavorato fa parte, infatti, dell’unica ala del plesso scolastico che rimarrà in piedi”. “Il murale, dal titolo ‘Le memorie del gioco’, presenta una visione metafisica, onirica: io lavoro molto sul tema del sogno e anche per questo hanno scelto la mia opera che trovavano in linea con i temi legati all’infanzia. Racconto spesso questo mondo, ma in una chiave più adulta. La ragazza del murale, che poi è praticamente una donna, porta con sé un carretto pieno di memorie, in questo caso memorie legate al gioco, all’infanzia. E la scena in primo piano si sovrappone a un foglio che contiene immagini stilizzate di disegni tipici dei più piccoli. La simbologia è quella del gioco, del mondo dell’immaginazione e dell’infanzia vista attraverso il punto di vista di un adulto che non smette mai di tenere in vita e portare con sé tutti quegli elementi che fanno parte del suo passato e del suo mondo fanciullesco che non lascerà morire mai”

le memorie del gioco

LE MEMORIE DEL GIOCO

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